Tentarono un omicidio sei anni fa: i carabinieri li arrestano

Mario Dambrosio, 49enne di Altamura e Alfredo Sibilla, 34enne di Bari, sono i colpevoli. I carabinieri hanno raccolto elementi durante un’indagine durata cinque anni.

I Carabinieri hanno effettuato in mattinata due arresti per tentato omicidio a Bari. I destinatari di queste ordinanze di custodia cautelare sono Mario Dambrosio, 49enne di Altamura e Alfredo Sibilla, 34enne di Bari. I due soggetti sono accusati di aver provato a uccidere Pietro Bigi, un uomo di 50 anni, ad agosto del 2014. Tra le altre cose, gli autori del tentato omicidio hanno anche effettuato uno scambio di persona, visto che l’uomo finito nel loro mirino non corrispondeva al profilo di Bigi.

Le indagini sono partite poche settimane dopo il tentativo di omicidio, fino a concludersi pochi mesi fa. A novembre dello scorso anno, il Nucleo Investigativo di Bari ha fatto chiudere il cerchio sull’episodio avvenuto ad Altamura. E così, anche grazie all’intervento di alcuni collaboratori di giustizia, si è giunti alle figure di Dambrosio e Sibilla. Per entrambi è scattata la custodia cautelare per tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso. Ma come abbiamo detto, Pietro Bigi non avrebbe dovuto essere al centro del fuoco dei due arrestati.

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L’ospedale di Altamura è il luogo in cui è avvenuta la sparatoria – meteoweek.com

Dambrosio nel mirino dei Carabinieri

Dambrosio, stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri del capoluogo pugliese, aveva nel mirino un’altra persona. Si tratta del killer del fratello Bartolomeo, freddato dieci anni fa da un esponente della malavita barese. Tra le altre cose, Mario Dambrosio era già stato condannato per altri reati di natura simile. A marzo del 2015 era tra i mandanti della “bomba del Circolo Green“, episodio in cui perse la vita un giovane calciatore originario di Altamura. In seguito aveva incaricato Sibilla di uccidere il carnefice del fratello, ovvero il figlio di Giovanni Loiudice, reggente del clan Di Cosola di Bari.

L’agguato avrebbe dovuto concretizzarsi presso l’ospedale di Altamura, approfittando del fatto che Loiudice lì si sarebbe sottoposto a una visita dignostica. I due killer si erano muniti di una pistola calibro 45 e di una foto della vittima di turno, ma hanno scambiato quest’ultimo con un’altra persona che usciva dall’ospedale. Da lì sono partiti i tre colpi di pistola che hanno colpito Bigi, un carpentiere incensurato che si trovava al nosocomio per accertamenti legati a un incidente sul lavoro. Tra le altre cose, i tre proiettili che lo hanno colpito non gli hanno più consentito di lavorare.

Nel corso delle indagini, il gip ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso. Tra le altre cose, Dambrosio e Sibilla hanno agito a volto scoperto.

Francesco Cammuca

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