Speranza guarda all’Africa con responsabilità, dall’Europa segnale di sicurezza

Italy's Health Minister Roberto Speranza gestures at the start of the new Cabinet's first meeting, on September 5, 2019 at Palazzo Chigi in Rome. - Prime Minister Giuseppe Conte on September 4 unveiled Italy's new government, a coalition of the anti-establishment Five Star Movement (M5S) and centre-left Democratic Party (PD). Conte, who remains at the helm after 14 months at the head of the outgoing populist government, presented 21 new ministers to be sworn in on September 5. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP) (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)
E se il coronavirus dovesse arrivare in africa? Cosa succederebbe? Un appello alla riflessione che questa volta non arriva dagli scranni della lega, ma da quelli di Liberi e Uguali, per voce del Ministro della Salute Speranza.

Le parole del Ministro
Nella lotta contro il nuovo coronavirus cinese “io sento una doppia responsabilità: non solo per il mio Paese e per l’Europa, ma anche per il continente africano che è a noi molto vicino geograficamente“. Lo ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, oggi a Bruxelles intervenendo al vertice dei ministri della Salute Ue. “I servizi sanitari nazionali dei Paesi africani sono molto più fragili di quelli europei e – ha avvertito – una potenziale diffusione del virus in quel pezzo di mondo potrebbe avere effetti molto gravi“.
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L’epidemia di nuovo coronavirus cinese, ha evidenziato Speranza, è un “problema serio che non possiamo sottovalutare. L’Europa può e deve dare una risposta forte e coordinata per evitare la diffusione del virus nelle nostre comunità”.
Le soluzioni
“Dobbiamo mettere insieme i nostri migliori scienziati, anche rispetto alle sfide farmaceutiche che sono in campo” per vincere la battaglia contro il nuovo coronavirus cinese, “e rafforzare insieme le nostre politiche di prevenzione”, è uno degli inviti lanciati all’Ue dal ministro della Salute.
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“Secondo i nostri studi che abbiamo condotto in queste settimane, si può arrivare a un paziente su 5, quasi il 20%, che” a causa dell’infezione da nuovo coronavirus cinese “può avere bisogno di terapia intensiva e assistenza respiratoria. Sono numeri che possono mettere in difficoltà anche servizi sanitari nazionali importanti e solidi come quelli che ci sono in Ue”.
L’appello all’Europa

“Per queste ragioni- ha proseguito Speranza- credo che l’Europa debba dare una risposta forte e unitaria, nel pieno sostegno del governo cinese, di cui apprezziamo il lavoro straordinario condotto in questi giorni e con cui dobbiamo avere la più stretta e la più piena collaborazione”.