Alta velocità: caos e ritardi dopo l’incidente sul Frecciarossa

Alta velocità: caos e ritardi dopo l’incidente sul Frecciarossa

A Police helicopter flies over the wreckage of a derailed train, outside the city of Lodi, near Milan, northern Italy, on February 6, 2020. - Two people were killed and about 30 injured on February 6, 2020 when a high-speed train derailed near Milan in northern Italy, Italian media said. The accident occurred near the town of Lodi, about 50 kilometres (30 miles) south of Milan. The two people killed were rail workers on the train, the media said. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

A Milano 22 cancellazioni e ritardi di non meno di mezz’ora su tutti i treni ad alta velocità in arrivo e partenza, dirottate tutte le linee regionali. I macchinisti scendono in sciopero.

Il convoglio deragliato a Casalpisterlengo (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Ore di confusione sull’alta velocità

Dopo l’incidente avvenuto ieri nei pressi di Casalpusterlengo e costato la vita ai due macchinisti del Frecciarossa deragliato a 290 km/h, la mattinata alla stazione di Milano Centrale inizia in un clima di grandissima tensione e difficoltà e tra molte proteste.

Cancellazione e ritardi

L’altoparlante annuncia ventidue cancellazioni di convogli alta velocità in partenza per Bologna, Firenze, Roma e Salerno: la linea è ancora impegnata nelle operazioni di sgombero del treno deragliato e ci vorranno alcuni giorni prima che la linea venga definitivamente ripristinata anche se probabilmente serviranno settimane per riattivare la velocità di punta in un tratto abbastanza lungo tra Lodi e Piacenza.

Tutti i treni ad alta velocità devono essere deviati su percorsi alternativi e la situazione finisce per appesantire anche il traffico ordinario di treni regionali e intercity che ha subito a sua volta forti ritardi. I treni che partono vengono annunciati con non meno di 20’-30’ di partenza, alcuni lasciano la banchina anche dopo un’ora. Inevitabili le proteste da parte degli utenti.

Lo sciopero

A peggiorare la situazione c’è stato anche lo sciopero indetto dai lavoratori del sindacato autonomo che già ieri avevano annunciato un’agitazione dalle 9 alle 14. Adesione che non sembra essere massiccia, molti i macchinisti che hanno accolto l’appello di Trenitalia per garantire il servizio in un momento così difficile: ma chi ha deciso di aderire all’agitazione, indetta per il rispetto dei macchinisti deceduti e la prevenzione di ulteriori incidenti e vittime, ha chiesto che i soldi trattenuti dalla busta paga per l’astensione dal lavoro siano inseriti in un fondo destinato alle famiglie delle vittime.

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Members of the police and of the rescue team stand by a damaged carriage of a derailed train on Si lavora intorno alla carcassa del convoglio deragliato per eseguire i rilievi (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

L’inchiesta prosegue

I tecnici di Trenitalia stanno proseguendo i rilievi per capire che cosa abbia provocato l’incidente: ormai sembra essere chiaro che il sistema degli scambi non fosse posizionato nel modo adeguato. Resta da capire se sia stato un errore umano o un guasto dei sistemi: ma alcuni rilievi conclusi stamattina hanno rivelato che i macchinisti sarebbero comunque riusciti in qualche modo a rallentare il treno provvidenzialmente prima di essere sbalzati fuori dalla motrice. In questo modo il convoglio, lanciato a tutta velocità, avrebbe evitato uno schianto che si sarebbe rivelato fatale contro la massicciata di un cavalcavia molto stretto, presente a meno di un chilometro dal punto dello schianto. I tecnici hanno riferito che la modalità di fermo in sicurezza per un Frecciarossa che viaggia a 290 km/h prevede una fase di rallentamento progressiva di non meno di due chilometri. Se il treno avesse proseguito la sua corsa ancora per qualche secondo, sarebbe stata una strage.