Milleproroghe, Italia Viva: “Ci fidiamo e ritiriamo gli emendamenti su plastic e sugar tax”

Lo ha annunciato il vicepresidente del gruppo alla Camera, Luigi Marattin: Italia viva ha ritirato gli emendamenti al decreto Milleproroghe in tema di sugar tax e plastic tax, che prevedevano lo slittamento dell’entrata in vigore delle due tasse.

Il vicepresidente del gruppo alla Camera, Luigi Marattin

Il partito di Matteo Renzi ha deciso di ritirare gli emendamenti al decreto Milleproroghe, gli stessi che chiedevano lo slittamento dell’entrata in vigore sia della sugar tax che della plastic tax.

Come riportano le fonti, a darne notizia ufficiale è stato il vicepresidente del gruppo alla Camera Luigi Marattin. Proprio Marattin, infatti, ha dichiarato che “oggi Misiani ci annuncia una riflessione del governo sul tema. Quindi, in linea con lo spirito di collaborazione, ci fidiamo e ritiriamo gli emendamenti”.

Pur avendo avanzato il ritiro dei due emendamenti, tuttavia, il vicepresidente è comunque tornato a sottolineare che secondo Italia viva “la scelta migliore sia cancellarle”, la sugar che la plastic tax.

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Milleproroghe, rimangono altri nodi da sciogliere

Sempre in merito alla Milleproroghe, tuttavia, rimangono comunque altri nodi da sciogliere. E questo, sia passando per la prescrizione alle concessioni autostradali, sia per la nuova normativa sui monopattini elettrici.

Oltre al fatto, che è stato dichiarato inammissibile l’emendamento presentato per finanziare, con 900 mila euro nel 2020, la Casa internazionale delle donne di Roma. La bocciatura è arrivata in Commissione ed è stata promossa dai presidenti del Movimento 5 Stelle (Giuseppe Brescia e Carla Ruocco), che ne hanno annunciato l’inammissibilità in avvio di seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera.

Marco Di Maio (Pd)

In tal senso, però, si batteranno per salvare dallo sfratto la storica istituzione romana al fianco delle donne sia il Partito Democratico che Italia viva, gli stessi gruppi proponenti che hanno dunque protestato e già presentato ricorso. Una bocciatura, questa, che Marco Di Maio (Pd) ha definito come una “decisione grave”, ma che è stata invece ben accolta dai partiti di opposizione – Giorgia Meloni in primis.

Ad ogni modo, l’arrivo del decreto in Aula alla Camera è al momento previsto in data 10 febbraio 2020, ma con alcune probabilità potrebbe anche slittare. Infatti, a giudicare anche dalla bagarre che ha portato oggi alla sospensione della seduta, non è da escludere il fatto che la commissione congiunta Affari Costituzionali e Bilancio possa avere difficoltà nel concludere i lavori entro questa settimana.

Valeria Girardi

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