Gli ultimi attimi di vita di Giovanni Custodero: “Mamma abbracciami”

A raccontare gli ultimi attimi di vita del calciatore Giovanni Custodero è stata sua sorella, colei che l’ha accompagnato fino alla fine dei suoi respiri, in quel momento di sedazione che gli ha regalato la morte.

Giovanni Custodero – meteoweek

Giovanni Custodero, giocatore di calcio a calcio a 5 pugliese, è morto il 12 gennaio scorso. Aveva solo 27 anni, e se ne è andato via a causa di un sarcoma osseo, un male impossibile da curare che non gli ha lasciato scampo.

Il calciatore di Fasano ha scelto la sedazione profonda, per lasciarsi andare per sempre, nella famigliarità del suo letto a Pezze di Greco. Malato terminale di cancro, il giovane era ormai diventato famoso per via della sua coraggiosa battaglia contro la malattia, una battaglia che non è riuscito a vincere.

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Parla la sorella di Giovanni Custodero: gli ultimi istanti di vita

Qualche giorno dopo la partenza del calciatore, è stata la sorella Mariana a raccontarne gli ultimi momenti di vita. La ragazza ha concesso un’intervista per il quotidiano de La Stampa, nella quale si è lasciata andare in un racconto costellato da momenti drammatici.

Secondo quanto riportato nell’intervista, il giorno precedente alla sedazione letale, Giovanni si sarebbe rivolto dolcemente a sua mamma. “Ha detto ‘mamma abbracciami’. Lei lo ha abbracciato e gli ha cantato la ninna nanna. Dopo, non si è più svegliato”, confessa Mariana.

Ma se Giovanni avesse potuto realmente scegliere il modo in cui andarsene, avrebbe senz’altro scelto l’eutanasia. Come rivela la sorella nell’intervista, infatti, “se Gio avesse potuto scegliere, avrebbe preferito l’eutanasia. E quando mi ha chiesto se io l’avrei aiutato? Sì, ho risposto senza pensarci un attimo. Perché per una sorella è straziante vedere il dolore di un fratellino stanco e dolorante che chiede a Dio di morire“.

Giovanni Custodero e la sorella Mariana

Il testamento di Giovanni ai famigliari

Prima di andarsene, però, Giovanni aveva pensato già a tutto. I giorni precedenti alla sedazione, infatti, aveva voluto lasciare ai suoi famigliari e agli amici più intimi non solo il suo ultimo saluto, ma anche un importante testamento: quello di portare avanti le sue battaglie.

Le stesse battaglie che lui non avrebbe più potuto combattere. Tra queste, racconta la sorella, è inclusa la lotta alla legalizzazione dell’eutanasia per i malati gravi. “Lui non mi ha detto che voleva essere sedato ma mi ha detto ‘sorellina se fosse legale l’eutanasia tu mi aiuteresti a morire perché sono stanco’ e io gli ho detto certo fratello e ora continuerò la battaglia come promesso”, racconta sommessa Mariana.

Valeria Girardi

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