Gualtieri parla a La Stampa del nuovo progetto ambientale europeo che è anche “un ottimo inizio per il lavoro di Paolo Gentiloni”.
Se la poilitica saprà amministrare bene i circa 100 miliardi che Bruxelles gli concederà nel progetto ambientale Green New Deal, allora per il nostro paese davvero potremo parlare di “grande progetto per il futuro dell’Italia”, come ha affermato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri. E’ “un ottimo inizio per il lavoro di Paolo Gentiloni”– aggiunge.
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Il governo aspettava la decisione di Bruxelles con un pò di impazienza, è da prima di Natale che fra Palazzo Chigi e i ministeri si pensa a come fare per spartire il tesoretto verde che Bruxelles sta accumulando: un trilione in dieci anni, mille miliardi da mettere nelle casse verdi della produttività europea. L’Italia, stimano a Bruxelles, è concorrente al 10%. Il tesoretto dovrebbe essere investito nell’innovazione, nell’economia circolare, nella fuga dal carbone. Gualtieri è certo. “Il piano fornisce una cornice organica agli sforzi che tutti i Paesi Ue devono fare per raggiungere la neutralità in termini di emissioni nel 2050 e rafforzare gli obiettivi climatici per il 2030”. È una necessità – sottolinea – ma allo stesso tempo una grande opportunità per un paese manifatturiero come l’Italia che ha una forte vocazione alla sostenibilità e all’economia circolare, perché una parte significativa di questi investimenti potranno finanziare importanti processi di innovazione che intendiamo sostenere e incoraggiare”.
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“Vogliamo essere protagonisti del patto verde – insiste Gualtieri – Già con la legge di bilancio per il triennio 2020-22 abbiamo cominciato a piantare alcuni semi di questa strategia a partire dal green deal fund da 4,24 miliardi per la concessione di garanzie in favore degli investimenti privati anche in partenariato pubblico-privato, per la decarbonizzazione dell’economia, per l’economia circolare”. I tempi non sono stretti ma Gualtieri vuole iniziare ad ‘investire’: una sorta di ministro senza portafoglio. Faremo ricorso al “just transition fund” (7,5 miliardi) – dice il ministro – nel quadro del piano industriale per il rilancio di Ilva come grande polo europeo dell’acciaioverde a basse emissioni”.
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