In merito agli ultimi sviluppi che hanno portato una tensione altissima nei rapporti tra USA e Iran, si è espresso il vicepresidente della Commissione Ue, che ha citato Minniti come figura di riferimento per le prossime strategie europee.
Frans Timmermans, il vicepresidente della Commissione Ue, si è espresso recentemente in un’intervista per il Corriere della Sera, per le cui penne ha spiegato il ruolo che Bruxelles deve ricoprire nella geopolitica di oggi.
Rispondendo inoltre alla questione relativa alla Libia, Timmermans ha inoltre fatto il nome di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno, verso il quale nutre una profonda ammirazione.
“Primo compito dell’Europa è convincere le parti a evitare una escalation. Conoscendo un po’ l’Iran credo che ci sia ancora volontà di salvare l’accordo”. Queste le parole che il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha pronunciato in occasione di un’intervista per il Corriere della Sera. Questo perché, come ricorda il politico olandese, è fondamentale tenere bene a mente che “la Ue nasce come progetto storico di pacificazione”.
L’Europa, in questo senso, ha svolto nella situazione con Teheran “un lavoro costruttivo”, rappresentato soprattutto dall’invito “a nome di tutta la Ue” del “ministro degli esteri iraniano a Bruxelles per discutere la situazione e rilanciare il dialogo”.
Fondamentale per la Commissione Ue è quindi mantenere l’equilibrio della dimensione geopolitica, un percorso che può essere guidato da “una personalità” in particolare. In questo frangente, allora, Timmermans propone il nome dell’ex ministro dell’interno Marco Minniti, affermando che “con la sua esperienza e i suoi contatti il governo italiano ha la possibilità di costruire insieme a Borrell e alla Commissione una politica europea ragionevole e importante che eviti l’escalation”.
Anche perché, sempre secondo quanto sostenuto dal vicepresidente, “la situazione in Libia dev’essere una priorità assoluta per l’Ue, non solo per le migrazioni”, dal momento che “nell’intero Nord Africa, Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria dobbiamo mostrare di aver capito che senza di loro non può esserci stabilità nella regione”.
Timmermans si è poi espresso anche sul tema dei migranti, e rispondendo alle domande postegli dal Corriere della Sera, ha precisato che “non è stata la Commissione a lasciare l’Italia da sola, ma certi Stati membri”, dei quali ha preferito non fare il nome. In merito a ciò, comunque, ha ugualmente riconosciuto il continuo flusso di migranti come “uno dei problemi che cercheremo di risolvere”, soprattutto per applicare una strategia basata su “prove concrete di solidarietà” e condivisa da tutti.
Ed è in questo frangente, infine, che il vicepresidente ha sostenuto come “la politica iniziata dal governo Gentiloni è stata coronata da successo”, poiché “la situazione è migliorata non in conseguenza delle dichiarazioni bellicose del signor Salvini, ma come conseguenza di politiche realizzate passo per passo con l’Unione”.
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