“Rifarò tutto”, aveva dichiarato l’ex ministro a proposito della Open Arms qualche mese fa. Oggi, sullo sbarco di migranti della Alan Kurdi archiviata l’inchiesta su Salvini voluta dalla Procura di Roma.
“Era mio dovere di Ministro” aveva detto Salvini a proposito della Open Arms qualche mese fa, quando era ministro degli Affari Interni. Oggi, con un nuovo Governo, archiviata inchiesta su Salvini, che esulta. Il tribunale dei Ministri, infatti, accogliendo la richiesta della Procura di Roma, ha rinunciato all’indagine sullo sbarco di migranti della Alan Kurdi. Archiviata anche la posizione del prefetto Matteo Piantedosi, Capo di Gabinetto del Viminale.
Matteo Salvini era indagato per abuso d’ufficio e rifiuto di atti di ufficio. Il sospetto era infatti che avesse condizionato in maniera anomala lo sbarco di migranti della Alan Kurdi , nave di salvataggio della ong Sea Eye. La vicenda risale al del 3 aprile 2019. La nave della Ong tedesca aveva soccorso al largo della Libia 64 migranti che si trovavano a bordo di un gommone. I migranti versavano in gravi condizioni di salute. Il “no” di Salvini allo sbarco, in qualità di Ministro degli Interni, aveva prolungato la sosta forzata in mare. Solo il 13 aprile la nave, che aveva a bordo donne e bambini, era riuscita a raggiungere il porto di Malta. Qui i migranti erano sbarcarti e successivamente erano stati ridistribuiti tra Germania, Francia, Lussemburgo e Portogallo.
A seguito della situazione di emergenza sviluppatasi a bordo della nave e del rifiuto di “aprire i porti”, la Procura di Roma aveva aperto un’inchiesta ai danni dell’allora Ministro degli Affari interni Matteo Salvini, capo del Viminale. Oggi la notizia: archiviata l’inchiesta della Procura.
Archiviata l’inchiesta su Salvini, la nave Alan Kurdi continua il suo lavoro: il 3 novembre scorso, dopo otto giorni di odissea nel Mediterraneo, è arrivata a Taranto con 88 migranti a bordo che finalmente sono scesi a terra. Tra loro nove minori non accompagnati. Stavolta il Viminale ha messo in atto una procedura di ricollocazione dei migranti presenti sull’imbarcazione. La procedura è stata attivata sulla base di un pre-accordo raggiunto dal secondo Governo Conte nel corso del vertice di Malta. La Germania e la Francia ne hanno accolti 60, il Portogallo 5e l’Irlanda 2. Ventuno migranti sono rimasti in Italia. Lo sbarco del 3 novembre dalla nave Alan Kurdi è stato complicato dal mare grosso e da un forte vento.
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