Roma, guerra tra i 5 stelle: potrebbe non esserci un Raggi bis

Anche Di Maio è statto chiarissimo sul Raggi bis: “Dobbiamo investire in sindaci che siano in sintonia con la coalizione di governo”.

Il movimento sta perdendo la sua coesione: oggetto del contendere è il tentativo di bis della sindaca Raggi, invisa ai Dem ed indisponibile ad una intesa con loro. I pentastellati però vorrebbero puntare su un rafforzamento dell’alleanza di governo con il Pd, traslandola anche su territori. Cosa succederà dunque?
Oggi a far deflagrare questa situazione sono le parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Dobbiamo investire in sindaci che siano in sintonia con la coalizione di governo”. E, interrogato a tema sulla situazione di Roma e Milano, ha replicato: “Non mi fossilizzerei su Sala e la Raggi. Per me la Raggi ha lavorato bene”. Precidando di non “aver mai parlato di scaricare qualcuno”. Sindaca a rischio? Ai posteri l’ardua sentenza.
La prima a criticare le parole del leader pentastellato è stata l’ex ministra Barbara Lezzi, grande sostenitrice di Di Battista sulla gestione del Movimento, che ha sostenuto: “Non si tratta di fossilizzarsi ma di coerenza, la Raggi merita il rispetto di tutti”. Ne è seguita poi una smentita dello staff di Di Maio: “Il ministro ha sostenuto e sostiene la sindaca, troviamo becera la strumentalizzazione delle sue parole molto chiare e nitide”.
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A Roma si è creata una fronda che sta facendo discutere e che lede sempre di più la credibilità del governo. Nel frattempo il leader di Azione Carlo Calenda continua a lanciare segnali su Twitter del suo interesse per la corsa al Campidoglio. Accanto a lui tanti nomi, troppi dubbi a partire dal Presidente del Parlamento Europeo che avrebbe già smentito la candidatura. Dal fronte sinistra ci sarebbe da chiarire inoltre se Calenda accetterebbe di correre alle primarie, a cui gia’ si sono candidati 5 tra parlamentari Dem ed esponenti politici e civici locali. Quanto al centrodestra negli ultimi giorni si sono rincorse voci su possibili candidati non convenzionali Massimo Giletti. L’allerta è massima, ora è tempo di decisioni.